Eccomi

Mi piace la descrizione che di me ha fatto un caro blogger di diablogando Etis:"Figlia, moglie, mamma (ma ha generato una principessina) e ... strega. Antica, primordiale, eterna come la Roma che ama..." grazie Etis
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Come mi diceva un caro amico, sono tempi bui per l'Italia e per gli italiani....
e allora mi è tornata in mente una storia che mia nonna mi raccontava da bambina...
Dopo la seconda guerra mondiale l'Italia era in ginocchio; c'era tutto da rifare, tutto da ricostruire, lavori da reinventare, macerie da trasformare in abitazioni. A tutto questo si aggiungeva una povertà congenita che ormai riguardava la maggior parte della popolazione. In questa situazione di sfacelo pre-ricostruzione uno degli indici di benessere erano le calze. Le calze femminili non erano ancora i collant in nylon che le truppe americane avevano cominciato a far circolare, ma che in Italia ancora non si trovavano, erano le calze di seta, da allacciare con il reggicalze, quelle con la riga dietro, che si tenevano da conto nel cassettone avvolte nella carta perché se per caso si sfilavano era una tragedia. E se quella tragedia avveniva, si andava dalla rammendatrice, che con fili sottilissimi di seta recuperava il danno e riportava le calze all’antico splendore. Ma naturalmente le calze erano un bene di lusso, il loro possesso denotava un certo benessere e allora cosa fare quando proprio non era possibile comprarle?
Si ricorreva alla penna. Sì perché la penna permetteva di disegnare una riga dietro alla gamba che dava agli altri l’illusione di avere di fronte una persona che indossasse un bel paio di calze.
Indossare un paio di calze nuove era un piacere riservato alle occasioni importanti. Era quasi un segno di considerazione, era il modo semplice e forse un po’ provinciale di sentirsi ricchi, di avere un lusso che quasi non sembrava reale.
E quella riga fatta con la penna, che non difendeva dal freddo dell’inverno, faceva sentire le donne “riparate” dagli sguardi delle persone, dava loro l’illusione di un benessere che era ben lungi dal venire, era un espediente che permetteva di sentirsi “a posto” senza dover gravare sul magro bilancio familiare.
Ai nostri giorni probabilmente si sarebbe creato un prestito ad hoc che, al grido di “calze per tutti… perché rinunciare a quello che vuoi veramente?” avrebbe permesso alle donne di pagarsi le calze con micro rate mensili promettendo una vacanza alle Maldive a chi avesse rinnovato il prestito una volta estinta la cifra dovuta.
La mia domanda è: a quando il ritorno alla riga con la penna per simulare le calze?
Con amaro affetto
Lilith

In questa antologia c'è anche un raccont... ino scritto da me. La causa è buona, gli autori sono tanti... forse vale la pena provare...
grazie
Edizioni Montag è lieta di annunciare l'uscita dell'antologia "Tutti i colori dei bambini", iniziativa a scopo benefico il cui ricavato verrà devoluto alla Lega del Filo d'Oro e che ha ottenuto un notevole successo grazie a voi, al vostro impegno e alla vostra sensibilità.
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